Una delle questioni che divide da tempo gli storici è quella relativa alla collocazione della fine del Medioevo. Esiste una data canonica che è da sempre accettata come convenzione: il 1492, data corrispondente alla scoperta dell'America. Quindi, secondo la convenzione egemone, il valore simbolico dell'arrivo del Nuovo Mondo sulla scena dell'eurocentrismo, coinciderebbe con l'inizio dell'Era Moderna.
Questa convenzione viene messa di continuo in discussione, vuoi per questioni di carattere effettivamente storico, vuoi per questioni ideologiche e culturali. C'è chi, per esempio, tra le tante tesi, ritiene che la fine debba essere anticipata, ponendola all'incirca all'inizio del XIV secolo con la crisi del Feudalesimo, chi la posticipa di molto, facendola arrivare fino all'inzio dell'epoca dei Lumi oppure alla Rivoluzione Francese, e chi addirittura, con tesi fantasiosa, ma interessante, parla del 1939, all'alba della Seconda Guerra Mondiale, evento nefasto che avrebbe dato però inizio al reale concetto di modernità.
Non spetta certo a me, che storico non sono, discutere le suddette molteplici tesi o altre ancora. Ma una cosa è certa: il valore simbolio e allegorico, che contiene in sé il concetto di Medioevo, è qualcosa che sembra prescindere, sia a livello mass mediatico, che a livello di convenzione culturale più strettamente popolare, con la mera catalogazione di un'epoca storica.
Cosa c'entra tutto questo con il qui presente nuovo blog è presto detto: l'immagine della "Nave degli Stolti" è un'immagine che può benissimo adattarsi al "medioevo" presente. Un'immagine che prima Durer e poi Bosch hanno saputo rendere in tutta la sua forza evocativa, e che soprattutto vive nell'opera scritta del tedesco umanista Sebastian Brant, apparsa a Basilea appunto nel 1494. E a questo punto potremmo chiederci se a cavallo di due epoche, oppure simbolo di una sorta di "medioevo perenne".
La Stultifera Navis è il simbolo dell'esclusione e dell'emarginazione: luogo che non sta da nessuna parte, perché lo si vuole in continua navigazione e in definitivo naufragio. Quante navi dei folli fanno naufragio nella nostra epoca, sia realmente, che metaforicamente?
Questo blog è appunto un luogo dell'eterno "medioevo", in cui naufragio, follia, eresia sono di casa.
Un luogo che non esprimerà nessuna linea politica e nessuna formula per la soluzione dei problemi, ma sarà un luogo dell'osservazione apocalittica, in cui la critica radicale ad amplissimo raggio sarà l'unica possibilità di salvezza, aperto alla collaborazone di chiunque ne condividerà lo spirito e l'impostazione.